IL CASTELLO NORMANNO

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L’edificazione di un castello risponde storicamente ad una moltitudine di esigenze che caratterizzano lo stile di vita e le necessità politico-sociali ed economiche di un determinato popolo nel contesto temporale nel quale esso fonda le proprie radici storico-culturali. Tale costruzione non prescinde quindi da ragioni di natura strategica e non implica un’unica destinazione d’uso nel tempo.

L’esistenza su un determinato territorio di un patrimonio monumentale di questo tipo richiama alla memoria eventi che hanno determinato l’evoluzione non solo del popolo che vive oggi nei pressi di quell’area bensì dell’intera civiltà umana che si è nutrita della storia e delle vicissitudini che hanno portato all’affermazione e/o alla caduta di intere popolazioni, determinando attraverso il susseguirsi di invasioni e di rivoluzioni culturali, sociali, politico-amministrative e religiose, l’identità delle società moderne nelle quali è profonda l’esigenza di conservare e valorizzare le proprie origini storiche.

Il “Castello Normanno” di Paternò (sito nei pressi della Piana di Catania e posto in una collina di osservazione a pochi km della cosiddetta “terrazza dell’Etna”), è senza alcun dubbio uno dei beni architettonici italiani di età normanna di migliore conservazione sul territorio siciliano.

Edificato per fini prettamente militari sulla valle del fiume Simeto, nei suoi mille anni di storia è stato soggetto a varie dominazioni.

Questo monumento, nato in primis come roccaforte di difesa e poi nei secoli adibito a palazzo quanto a carcere, può esser definito opera di grande maestria grazie alla solidità e alla stabilità della sua struttura architettonica e all’alternarsi fino a convergere delle maestranze locali che si susseguirono, contribuendo ognuna con le sue peculiari connotazioni artistiche alla conservazione quasi perfetta ed in linea con le sue originali caratteristiche architettoniche. Il Castello Normanno di Paternò, comunemente chiamato dai cittadini “a Turri”, è stato eretto su un costone roccioso che si ingloba perfettamente con alcune delle sue sale interne; secondo alcuni storici locali fu costruito: «sulla bocca di un vulcano spento ormai da millenni»

L’uso di materiali locali, quali pietra lavica e pietra calcarea bianca proveniente dal vicino monte Castellaccio, hanno posto il dongione normanno in perfetta armonia con il patrimonio ambientale che lo circonda (dinanzi ad esso infatti si erge maestosa l’Etna, alle sue spalle la valle del Simeto con tutte le sue sfumature di colore ed il suo prezioso oro rosso: le piantagioni di arance e mandarini). DSC_0126

 

Un pensiero su “IL CASTELLO NORMANNO

  1. giusimeli ha detto:

    Castelli, rocche e fortezze: dalla pietra all’edificazione dell’ identità popolare.

    Cosa pensate di questi luoghi? Cosa vi ha da sempre incantato? Quali fantasie avete fatto da bambini dentro le mura del nostro castello???

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