LA REGINA BIANCA DI NAVARRA

Bianca_di_NavarraNel maggio del 1402 sposò per procura Martino I detto il Giovane, re di Sicilia, da quando era rimasto vedovo, nell’anno 1401, della regina Maria di Sicilia (figlia del re Federico III).

Nel dicembre di quello stesso anno, dopo che tra agosto ed ottobre erano morti i due fratelli maschi, mentre la sorella maggiore, Giovanna veniva dichiarata ufficialmente erede al trono di Navarra, Bianca fu riconosciuta seconda nella linea di successione al trono. Divenuta regina di Sicilia, Bianca prese possesso, il 17 luglio del 1404, della Camera Reginale costituita dai possedimenti di Siracusa, Paternò, Mineo, Vizzini, Lentini e Francavilla. Quando il marito, nell’estate del 1408, raccolse un esercito ed organizzò la spedizione per riconquistare la Sardegna, la giovane Bianca venne nominata reggente del regno di Sicilia (“Vicaria”) ed esercitò il potere reale magistralmente, lottando contro alcuni nobili che volevano approfittarsi dell’assenza del re. Martino contrasse la malaria ed il 25 luglio 1409 morì. Dopo la sua morte, avvenuta a Cagliari, suo padre, Martino I di Aragona, divenne re di Sicilia col nome di Martino II e confermò a Bianca il titolo di “Vicaria” del regno, dichiarandola reggente del regno di Sicilia. Sempre nel 1409, Bianca fu fidanzata con Ludovico di Baviera detto il barbuto, figlio primogenito di Stefano III di Baviera. Non si arrivò al matrimonio perché il fidanzamento fu rotto prima della fine dell’anno. Nel 1410, Bianca fu fidanzata con Edoardo di Bar, figlio del duca di Bar Roberto I e di Maria di Francia. L’anno successivo, Martino I di Aragona morì, e la giovane Bianca fu costretta a scontrarsi con Bernardo Cabrera, conte di Modica, che voleva prenderla in sposa per impadronirsi di tutta la Sicilia. Si formarono due partiti avversi: quello della regina Bianca, con il suoi fedeli Sancio Riuz de Lihori, Antonio Moncada, Enrico IV Rosso, Riccardo Filangieri e Vitale Valguarnera; l’altro, del potente Cabrera, con Giovanni Montalto, Antonio Barresi e altri. Nel luglio 1413, alla morte della sorella, Giovanna, Bianca divenne anche erede al trono di Navarra. Anche il matrimonio con Edoardo di Bar non andò in porto poiché, nell’ottobre 1415 fu ucciso nella Battaglia di Azincourt. Bianca aveva lasciato la Sicilia in quello stesso 1415 per rientrare in Navarra dove, essendo la maggiore delle figlie superstiti, il 28 ottobre del 1416, a Olite, suo padre Carlo III il Nobile la nominò ufficialmente erede al trono di Navarra. Dopo l’accordo del 5 novembre del 1419, Bianca, il 5 dicembre dello stesso anno, sposò per procura, a Olite, il duca di Peñafiel e futuro re della corona d’Aragona. Alla morte di Carlo III, nel 1425, Bianca divenne regina di Navarra, assieme al marito Giovanni che si autoproclamò re di Navarra. La regina Bianca ed il re Giovanni furono incoronati nel maggio del 1429.

Bianca lasciò il governo nelle mani di Giovanni, che in quegli anni era coinvolto nelle questioni interne della Castiglia assieme al fratello Enrico (erano detti gli infanti d’Aragona), e dopo le sconfitte subite, nel periodo 1428-1429, la Navarra dovette cedere alla Castiglia alcune zone di confine.
Bianca morì il 3 aprile 1441, a Santa María la Real de Nieva, in Castiglia.

Le consuetudini di Paternò

Le Consuetudini della città di Paternò furono un sistema di norme civili in vigore nella terra di Paternò agli inizi del XV secolo.

Furono emanate l’11 novembre 1405  nel Castello Normanno di Paternò dalla regina Bianca di Navarra, dove essa dimorava e della quale era feudataria, con il titolo di Consuetudines Terre Paternionis.

Le consuetudini furono un sistema di norme in materia di diritto civile, codificato in lingua latina, che comprendeva 87 articoli riguardanti il diritto matrimoniale, familiare, privato e commerciale.

Esse derivarono dalle Consuetudini di Catania, emanate nel 1345.

Una riedizione delle consuetudini fu approvata e pubblicata un secolo più tardi su ordine del conte Francesco Moncada, che l’11 maggio 1550 fece emanare le Le Nuove Consuetudini di Paternò.