MUSEO DELLA “CIVILTA’ CONTADINA”

Terra di tradizioni popolari, la cittadina di Paternò è nota per l’intensa e fervente attività dei contadini nella coltura dei campi posti alle spalle della collina storica, nella valle del Simeto, e nei terreni fertili che collegano questa città ai comuni limitrofi. 

Ex Macello

Ex Macello

Il museo della “Civiltà contadina” è nato grazie alla collaborazione tra diversi Enti quali la Regione Siciliana, l’Assessorato BB. CC. AA e P.I. (attraverso l’area Soprintendenza di Catania), la Provincia Regionale di Catania, il Comune di Paternò e l’Istituto Comprensivo Guglielmo Marconi di Paternò; ed è sito nella periferia della città  presso la struttura Comunale dell’Ex Macello che raccoglie al suo interno molti oggetti antichi.

Il materiale di cui dispone questo museo è stato raccolto negli anni dai docenti della scuola G. Marconi nelle persone di Antonino Vincenzo Coppola, Alfio Ciccia, Mimmo Chisari, Saverio Amato e l’Avv. Pippo Virgillito.

La struttura ospitante, progettata dell’ingegnere Rosario La Russa, è stato realizzato tra il 1931 ed 1933. 

L’immobile sorge in un’area che nel passato era stata denominata “Piano di Fontana Grande” e prima degli insediamenti abitativi per civile abitazione, tutto il territorio circostante era noto per la valenza scientifica e naturale del luogo dove sgorgava la Fonte Maimonide o Acqua Grassa, conosciuta per le sue qualità terapeutiche. 
L’allestimento del museo è stato reso possibile grazie ad un contributo della Provincia Regionale di Catania.

Il museo è stato strutturato in 16 box che ricreano gli ambienti casalinghi e le “botteghe” presso cui si svolgeva la vita della comunità: il forno e la stalla; il cortile; il calzolaio; il cestaio; il barbiere; il cotone; il vasaio; la stanza da letto grande e quella piccola; l’ambiente cucina; l’apicultore; il falegname; la masseria il fabbro; il carradore e la stanza con i contenitori e misure di capacità.

Tutti gli oggetti presenti tracciano un percorso storico e sociale ben preciso, condiviso da molte famiglie siciliane.

Attraverso l’esposizione dei vari ambienti familiari è possibile rivivere parte della storia degli anziani della città, lasciando per un attimo spazio ai ricordi e alle narrazioni che in questi oggetti prendono forma. La semplicità del luogo è in perfetta conformità con il materiale in esso esposto; le tradizioni e gli usi di un tempo sono narrati perfettamente in ognuno di questi strumenti: una storia che non va dimenticata bensì raccontata e tramandata di generazione in generazione affinché i giovani possano amare sempre di più la propria terra e le radici culturali sulla quale si fondano usi e costumi ancora vivi sul territorio.

A cura di Giusi Meli

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