G. B. Nicolosi: un grande intellettuale paternese

Giovan Battista Nicolosi

Giovan Battista Nicolosi

G.B. Nicolosi fu un personaggio di grandissima caratura intellettuale. La sua notevole cultura può certamente definirsi eclettica, spaziando dallo studio delle lettere alla matematica, alle arti militari e soprattutto alla geografia, materia nella quale espresse tutta la sua genialità. Ebbe i natali a Paternò, nell’anno 1610. Avviato agli studi in Seminario, e quindi ordinato sacerdote,iniziò a svolgere il proprio Ministero nel paese natale. Qui v’incontrò però profonde ostilità, da un lato da parte di quanti, avendo le premesse culturali per comprenderne la finezza intellettuale, erano sopraffatti da invidia, dall’altro da parte del popolo, che non riuscendo a capire,e quindi ad apprezzare, lo ignorava o lo scherniva. A questo punto, il Nicolosi maturò la decisione di abbandonare il paese ingrato, scrivendo dei versi aspri, che ne fotografano lo stato d’animo: “Ingratissima Patria…ju di cca partu e pri darreri jettu ‘na petra… mala naca mi dasti e peju lettu,pessima mi darai la sipurtura.” Trasferitosi a Roma,dove si laureò in Sacra Teologia, entrò in contatto con alcuni tra i maggiori studiosi del tempo. Si dedicò a vari rami dello scibile, ma furono gli studi della geografia che gli valsero la fama e la stima di Papi, Cardinali, imperatori e scienziati,e che lo portarono ad essere considerato il più grande geografo del suo tempo. A Roma, fu tra le altre cose, precettore della famiglia Borghese. Ad egli, si deve l’introduzione dell’uso nella cartografia dei paralleli, cioè delle linee immaginarie, utilizzate per stabilire, attraverso il calcolo della latitudine, la posizione esatta di un determinato punto sulla superficie terrestre. In quegli anni si era peraltro riproposta con forza la disputa tra la teoria geocentrica, facente capo a Tolomeo, la quale poneva la Terra (e di conseguenza l’uomo), al centro dell’universo,ritenendo che tutti i pianeti, sole compreso, vi ruotassero intorno,e le teorie eliocentriche di Copernico e Galileo. Questi ultimi avevano infatti formulato una nuova visione del sistema solare, postulando che fosse il sole ad essere fisso,al centro del sistema, e gli altri pianeti,assieme alla Terra, a ruotarvi intorno. A ben vedere si trattava di una vera rivoluzione, che intrecciava problemi di ordine fisico, cosmologico e religioso, catapultando l’uomo in un universo infinito, senza centro né periferia, depauperandolo della propria centralità. Pertanto l’eliocentrismo fu duramente contrastato dalla Chiesa, che costrinse Galileo all’abiura. Il Nicolosi,in questa disputa si schierò a favore della teoria tolemaica,ma ciò non scalfisce comunque la sua genialità. Infatti non si può prescindere dalla considerazione che lo stesso fosse un sacerdote,e in quanto uomo di Chiesa, svolse i propri studi scientifici in assoluta coerenza al proprio Ministero. Scrisse diverse opere,fra le quali un posto di spicco occupano l’ “Hercules Siculus”, nel quale è descritto in modo innovativo,il mondo allora conosciuto, e la “Teorica del globo terrestre”. La massima parte dei suoi scritti è custodita alla biblioteca Casanatense di Roma,mentre molte altre opere sono andate perdute. Credo sia manifestativo di una grande sensibilità d’animo,il fatto che egli,nel corso della vita,abbia rimosso ogni astio nei confronti del paese natale,come testimoniano i doni di alcune Reliquie e le citazioni dello stesso in diverse sue opere. Il Nicolosi inoltre intercesse presso Papa Alessandro VII, facendo concedere il privilegio dell’uso delle Cappe Magne alla Collegiata di Santa Maria dell’Alto. Per contro, i paternesi continuarono ad ignorarlo per lungo tempo, fino a quando non si decise d’intitolargli un’importante arteria cittadina, la biblioteca comunale ed una scuola. Io spero e faccio voti che in futuro,noi tutti, se è vero come lo è,che l’uomo custodisca e protegga solo ciò che riesce a comprendere veramente, avremo la capacità di apprezzare ed amare i tanti figli, e le infinite bellezze che questa terra,nonostante i mille problemi che l’affliggono e la conculcano, continua generosamente a versarci come dono quotidiano.

Per gentile concessione di Fabrizio Rizzo – pubblicato sulla Gazzetta Rossazzurra del 30/01/2010

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