La morte che venne dal cielo: 14 luglio del 1943

La seconda guerra mondiale, e con essa il terrore, arrivò a Paternò, in tutta la sua brutalità, il 14 luglio del 1943. Le testimonianze ci raccontano che quel giorno il sole si oscurò, e dal cielo piovve morte e distruzione. La città infatti,era diventata un obiettivo strategico da parte degli Inglesi. La decisione, nefasta per i nostri ‘maggiori’, fu presa dal generale britannico Montgomery, il quale aveva tentato infruttuosamente di sfondare le linee tedesche a Primosole, e quindi arrivare nel capoluogo etneo.

Scelse così di aggirare l’ostacolo e percorrere la cd. ‘linea dell’Etna’. Questo piano prevedeva la graduale conquista,che poi si rivelerà particolarmente sanguinosa,di alcune zone necessarie all’arrivo degli inglesi a Catania,e cioè dei territori di Catenanuova, Sferro ,Gerbini ,e quindi Adrano e Paternò. Secondo i piani del generale Montgomery, documentati dal suo diario,i soldati britannici sarebbero entrati a Paternò senza particolare difficoltà,il 20 luglio,ma a seguito della ferrata resistenza tedesca a Sferro,questi vi giunsero solo il 6 agosto. Infatti la non lontana frazione di Sferro,fu teatro di una delle più efferate battaglie della campagna di Sicilia. Qui,come nella vicina zona di Gerbini,che ospitava l’aeroporto militare,e alcune caserme ricolme di nafta e munizioni,i  tedeschi si erano preparati in maniera ineccepibile all’offensiva inglese, quindi lo scontro fu assolutamente aspro e truculento. Le perdite,da entrambi i fronti furono elevatissime e alla fine, gli scontri diedero ragione agli inglesi,che come detto,il 6 agosto entrarono a Paternò. La città,durante questi scontri,tra il 14 luglio e l’uno agosto,fu duramente bombardata per ben sette volte. Le incursioni aeree delle forze alleate,causarono la morte,secondo fonti non ufficiali,di circa 4000 civili e la distruzione di diverse abitazioni. I feriti in quei tragici giorni furono innumerevoli, e  poiché il SS. Salvatore,che allora era ubicato a ridosso della collina,non poteva accoglierli tutti,si decise allora di allestire un ospedale da campo nella villa comunale. Purtroppo qui si consumò uno degli episodi più dolorosi ed incresciosi della guerra a Paternò: durante uno dei bombardamenti a tappeto, anche il giardino Moncada fu assurdamente colpito, e tutti i civili ricoverati all’interno di quel grande tendone,trovarono la morte. Deve ricordarsi la figura eroica e totalmente dimenticata,del frate Cappuccino Vincenzo Ravazzini,il quale sotto i bombardamenti,continuò risoluto ad impartire l’unzione degli infermi ai moribondi,trovando egli stesso la morte in quel giorno maledetto. Paternò conobbe così,in quella calda estate da noi non troppo lontana,il terrore e la sofferenza della guerra,che gli valsero la Medaglia d’Oro al valore civile. Voglio sottolineare che una delle principali differenze nella conduzione delle operazioni belliche,tra il primo conflitto mondiale ed il secondo,consiste nell’uso della tecnica dei ‘bombardamenti strategici’ dei centri abitati: un vero e proprio meccanismo terroristico che esprime l’indole totalizzante della seconda guerra mondiale,in quanto coinvolge direttamente la società civile, mirando al suo collasso. La perversa ratio alla base dei bombardamenti,non era dunque solo quella di servire da supporto alle forze di terra,che spesso anzi dovevano poi sgombrare le strade dalle macerie per avanzare, ma si collocava su un piano psicologico: indebolire indirettamente l’avversario,attraverso il terrore e la demoralizzazione dei civili,al fine di rivoltarli contro il loro stesso governo per il baratro nel quale aveva condotto il Paese. E’ in questa logica atroce che dev’essere spiegata la contraddizione della calorosa accoglienza riservata da parte dei siciliani,alle forze anglo-americane, che poco prima avevano seminato morte e distruzione, ed è anche per questo meccanismo, che gli stessi furono ricevuti dalla popolazione come liberatori dall’oppressione e dagli stenti della guerra. Le testimonianze locali ci riferiscono appunto degli abbracci e della gioia con la quale i civili accolsero, per le strade piene di macerie e desolazione, i soldati inglesi,percependo che questo avvenimento rappresentasse la cessazione dei bombardamenti e la ripresa,difficile e dolorosa,della vita ordinaria. Alla luce della barbarie che caratterizzò la seconda guerra mondiale,le potenze vincitrici compresero la necessità di pianificare immediatamente un sistema per la preservazione della pace,quale bene supremo. Si stabilì quindi, che in futuro, gli Stati avrebbero dovuto cercare di risolvere le controversie internazionali in modo pacifico e senza ricorrere alla forza armata, salvo che nei casi di legittima difesa. Al fine di mettere in pratica tali propositi,si decise la formazione di un ente internazionale: l’Organizzazione delle Nazioni Unite(ONU),il cui scopo principale era quello di mantenere la pace e la sicurezza. Il sistema di sicurezza collettiva così inaugurato nel ’45, è assolutamente di grande momento, in quanto prima della Carta delle NU,non esisteva un discrìmen tra utilizzazione legittima o illegittima della forza armata, e soprattutto veniva stabilito il principio in base al quale, gli Stati non possono ricorrere alla forza,senza una determinazione al riguardo da parte di un organo internazionale terzo, il Consiglio di Sicurezza (organo dell’ONU), che doveva detenere il monopolio dell’uso legittimo della forza. C’è da dire purtroppo che il sistema istituito dalla Carta delle NU,così come originariamente strutturato,ha in una certa misura fallito. Il primo drastico arresto si ebbe quando il mondo si divise in due blocchi durante la guerra fredda,con la NATO da un lato e il Patto di Varsavia dall’altro,facendo così ritorno al sistema tradizionale delle alleanze politiche e militari contrapposte. Di conseguenza l’ONU ha spesso percorso altre strade per cercare di attuare i propri scopi,attraverso l’adozione di misure atipiche e rimediando alla mancata costituzione di un esercito delle NU,con la prassi dei Caschi Blu. Sorprendentemente invece,l’ONU ha realizzato molto di più in quei settori in principio ritenuti di minore importanza,riuscendo così ad esempio ad espungere il colonialismo ed avanzare moltissimo nel campo dei diritti umani. Molto è stato fatto,ma ancora lunga è la strada da percorrere.

Per gentile concessione di Fabrizio Rizzo – pubblicato sulla Gazzetta Rossazzurra del 26/02/2010

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2 pensieri su “La morte che venne dal cielo: 14 luglio del 1943

  1. El-Gibhor - blog a cura di Stefano Sambataro ha detto:

    “… Nello stesso periodo il Mazzini designò Albert Pike per guidare le attività degli Illuminati negli Stati Uniti. In una lettera, datata 22 gennaio 1870, G. Mazzini scriveva a Pike: “Noi dobbiamo creare un super-rito (organizzazione), che rimanga sconosciuto e al quale noi chiameremo i Massoni di alto grado da noi selezionati. I nostri fratelli nella Massoneria devono essere vincolati dalla più rigorosa segretezza. Mediante questo supremo rito noi governeremo tutta la Massoneria, che diventerà un centro internazionale ancor più potente, perché la sua direzione rimarrà sconosciuta”. Questa organizzazione fu istituita da Pike sotto il nome di The New and Reformed Palladian Rite, i cui supremi consigli furono costituiti a Charleston in Carolina del Sud, a Roma e a Berlino. Il Palladismo rappresenta il culto di Satana nei reconditi santuari di un rito segreto che sorpassa tutti gli altri riti segreti.

    Nel 1871 G. Mazzini con l’aiuto di Pike redasse un’incredibile e sbalorditiva lettera, in cui graficamente abbozzava i piani per tre guerre mondiali. Fino a un po’ di tempo fa, questa lettera era esposta nella libreria del British Museum di Londra. Il Piano di Mazzini e Pike mirava al controllo del mondo.

    1. La prima guerra mondiale doveva consentire al Comunismo di distruggere il governo degli Zar di Russia, per rimpiazzarlo con un ateismo militante. Questo si è avverato e ne possiamo ora vedere i funesti risultati e conseguenze nel mondo.
    2. La seconda guerra mondiale doveva iniziare attraverso la manipolazione dei governi di Gran Bretagna e della Germania (di fatto Hitler compì questo quasi da solo). Dopo questa guerra il Comunismo sarebbe stato in grado di distruggere altri governi e indebolire le religioni. Anche questo si è avverato, perché di fatto la Russia è riuscita a prendere il controllo di una gran parte dell’Europa e il Comunismo è stato esportato anche in altre parti del mondo (in Cina, a Cuba e in Africa). Inoltre, nei paesi comunisti, sia i cristiani che i membri di altre religioni sono stati perseguitati e incarcerati. …”

    “La Massoneria vorrebbe spacciarsi come un’associazione “benefica”, che mira al “progresso morale e spirituale e alla solidarietà fra gli uomini”, sulla base di supposti principi e ideali “cristiani”. In realtà essa è una “società segreta” molto influente, sparsa nel mondo intero e costituita da comunità chiuse (le logge) con riti segreti e simbolici.”

    Anche l’ONU (la sua costituzione, i suoi piani, il suo futuro, ecc.) rientra nei piani della Massoneria e degli Illuminati.

    Per capire l’impatto che la Massoneria ebbe nella cosiddetta “operazione Husky” si consiglia la lettura del libro “La Massoneria smascherata”, scaricabile gratuitamente ( http://giacintobutindaro.org/2012/12/17/libro-la-massoneria-smascherata/ ) anche allo scopo di approfondire il ruolo che ebbe il massone Francis Bruno Gigliotti.

  2. El-Gibhor - blog a cura di Stefano Sambataro ha detto:

    *Frank Bruno Gigliotti
    Nota: “Ai precedenti massoni aggiungerei, solo per rimanere in Italia, il maresciallo Pietro Badoglio, scelto per la carica di Capo del Governo anche per i suoi legami con le Logge, e il Re Vittorio Emanuele III, in gioventù sospetto di simpatie massoniche. Sarebbe stato un “gradito visitatore” delle Logge. Per Antonio Nicaso: “Fu il massone americano Frank Bruno Gigliotti, già agente della sezione italiana dell’Oss e quindi agente della Cia, a preparare lo sbarco degli americani in Sicilia attraverso i rapporti con la mafia e la massoneria”.” (passo tratto da http://europeanphoenix.it/component/content/article/18-interviste/421-ieri-come-oggi-i-crimini-dimenticati-degli-angloamericani-intervista-a-g-bartolone ).

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