Ponte Barca: oasi del Simeto!

Canneti Ponte Barca

Canneti Ponte Barca

Spesso mi sono domandata quante e quali potenzialità offrisse il territorio in cui sono cresciuta e se lo spazio verde della mia città, la Valle del Simeto, il fiume o la periferia sono davvero così poco interessanti quanto credo. In realtà, mi rendo conto solo oggi, di non aver mai dedicato un po’ del mio tempo alla scoperta di ciò che mi circonda. Sono stata sempre incuriosita da luoghi molto distanti da me e dalla diversità in generale… ho sempre intrapreso lunghi viaggi probabilmente guardando molto più lontano di quanto avrei dovuto ed è chiaro che così facendo mi sono persa la bellezza di ciò che ho sotto il naso da sempre.

Mi è capitato frequentemente, ad esempio, di dare indicazioni stradali citando luoghi che in realtà conosco solo per fama. Uno di questi è il cosiddetto “ponte barca” (sito nell’omonima contrada) dal 2009 oasi di protezione e rifugio della fauna selvatica.

In ambito ambientalistico  quest’espressione è usata per definire un’area:

  • che contribuisce in modo significativo a mantenere o ripristinare una delle tipologie di habitat definite
    Ponte Barca

    Sorgente Fiume Simeto

    nell’allegato 1 o a mantenere in uno stato di conservazione soddisfacente una delle specie definite nell’allegato 2 della Direttiva Habitat;

  • che può contribuire alla coerenza della rete di Natura 2000;
  • e/o che contribuisce in modo significativo al mantenimento della biodiversità della regione in cui si trova.

Quest’oasi è situata nei pressi delle campagne paternesi, a soli 3 miglia dal centro abitato, sul corso del fiume Simeto. La contrada è attraversata da molti principalmente per motivi logistici vista la recente costruzione di uno snodo stradale che collega Paternò all’entroterra Siciliano.

Gallo Sultano

Gallo Sultano

L’intera area è stata riconosciuta dalla Regione Sicilia di interesse comunitario grazie all’individuazione di circa 70 specie diverse di uccelli migratori acquatici, probabilmente attratti da un invaso determinato dalla presenza di una diga. Grazie anche al contributo della LIPU è stato sviluppato il progetto di nidificazione del Gallo Sultano. 

Nella zona sono presenti i resti di un antico ponte ormai in rovina. 

Il paesaggio è inoltre caratterizzato dalla presenza di numerose anse, isolette fluviali, ampi acquitrini temporanei, vaste aree a bosco ripale e canneti. 

Questo luogo resta oggi ancora poco conosciuto e allo stesso tempo trascurato e non valorizzato quanto necessario. Questa risorsa come tante altre presenti sul luogo costituiscono un patrimonio naturalistico di grandissima qualità che dovremmo imparare a scoprire a prescindere dai servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche.

E’ nostro dovere quindi mantenere questi luoghi sempre puliti. 

Informarsi, leggere e conoscere sono i primi tre gesti che dobbiamo invece compiere per vivere meglio la nostra città e gli spazi verdi ad essa adiacente.

A cura di Giusi Meli

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